Da molti anni ormai sentiamo parlare di agricoltura biologica, ma cosa significa concretamente per chi coltiva in questo modo? In realtà l’agricoltore che decide di adottare una coltivazione biologica ha già nella mente un obiettivo che va ben oltre la semplice certificazione. Un concetto di volontà di salute del suolo, della pianta e quindi della salute delle persone che si manifesta in pratiche quotidiane. Spesso i piccoli coltivatori che scelgono di condurre i propri terreni in biologico hanno un approccio mentale che già li predispone naturalmente verso questo tipo di pratica colturale. E’ un qualcosa che potremmo dire che nasce da dentro. Tralasciamo invece quei soggetti che intraprendono il biologico solo per inseguire le mode del momento pensando di ottenere maggiori guadagni.
1. Cosa significa biologico per chi coltiva
Condurre i propri terreni in biologico significa innanzitutto non utilizzare o ridurre al minimo l’impiego di sostanze chimiche di sintesi: fitosanitari, insetticidi, erbicidi, fertilizzanti minerali altamente solubili. Le sostanze ammesse nei disciplinari biologici sono effettivamente poche e ben definite.
Così, chi intraprende questa strada sa che non si tratta solo di ottenere un pezzo di carta, ma di intraprendere un percorso che richiede impegno, costanza e visione di lungo termine.
Un esempio facile per tutti è che uno dei pesticidi più discussi a livello scientifico utilizzati dall’agricoltura convenzione, cioè la classe degli erbicidi, è vietato nella conduzione biologica.
2. Quali sono gli obiettivi per il suolo
Dal punto di vista operativo coltivare biologicamente significa intervenire sul suolo e sul sistema‐campo in modo da favorire il suo naturale funzionamento. In pratica:
- vietato l’uso di erbicidi e insetticidi chimici.
- le sostanze ammesse e conosciute anche dai non addetti ai lavori sono il rame, lo zolfo, la calce, il gesso, i piretroidi di origine vegetale e poco altro
- Favorire la struttura del suolo, la sua fertilità, la biodiversità microbiologica.
- Utilizzare ammendanti organici, compost, letame, incorporare sostanza organica invece di ricorrere a concimi di origine sinetica o minerale
- Praticare una gestione del suolo più attenta: rotazioni, sovescio, copertura vegetale, lavorazioni leggere o meccaniche delle erbe infestanti.
- si pensa al terreno come un ecosistema di cui la pianta è parte.
3. Perché è un procedimento di lungo termine
Il suolo non cambia da un giorno all’altro. Migliorarne la fertilità biologica e strutturale richiede anni. In molti casi la prima operazione è quella del non fare troppo, cioè ridurre le lavorazioni aggressive, lasciare che la materia organica si accumuli, che la vita del suolo si risvegli.
Le erbacce vanno estirpate con attrezzature meccaniche o gestite con attenzione, e l’apporto di materia organica per esempio letame di mucca o cavallo, diventa una delle pratiche fondamentali.
Più che intervenire con soluzioni rapide si favorisce un ecosistema del suolo che progressivamente si fortifica, migliorando nel tempo capacità di ritenzione idrica, struttura, resilienza a malattie e stress ambientali. Questo favorisce quindi nel tempo quella proliferazione di batteri, lieviti e funghi benefici nei vari strati del suolo che è fondamentale per condurre i terreni con coltivazioni che diventeranno più resistenti alle malattie e che daranno una buona resa di raccolto negli anni a venire.
4. I benefici scientificamente documentati del biologico sul suolo
Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha confermato molti dei presupposti pratici dell’agricoltura biologica. Ecco alcuni punti chiave, con riferimento a studi recenti:
1. Maggiore sostanza organica e migliore struttura del suolo
Un report della IFOAM Organics Europe segnala come l’agricoltura biologica contribuisca ad “aumentare la materia organica, la biodiversità del suolo, la capacità di trattenere acqua, migliorare la struttura e favorire l’aerazione”. IFOAM Organics Europe+1
Ad esempio, l’uso di ammendanti organici e di pratiche come la copertura vegetale riduce l’erosione (-22% in media) e il deflusso superficiale (-26%) rispetto alle pratiche convenzionali. IFOAM Organics Europe
2. Maggiore attività microbica e biodiversità del suolo
Una meta‐analisi ha mostrato che i sistemi biologici tendono ad avere una biomassa microbica maggiore e una attività microbica più elevata rispetto ai sistemi convenzionali. ResearchGate+1
Questo è un segnale importante: più microrganismi attivi, più cicli nutrienti efficienti e suolo più vivo.
3. Migliore trattenuta idrica e minor erosione
Una struttura del suolo più sviluppata e una quantità maggiore di sostanza organica migliorano la capacità di ritenzione idrica del suolo. I suoli biologici risultano più soffici e quindi porosi e con migliore aggregazione, il che favorisce l’infiltrazione dell’acqua, riduce la perdita del suolo superficiale e contribuisce alla resilienza alle siccità e alle precipitazioni intense. IFOAM Organics Europe+1
4.Migliore qualità degli alimenti e minor contaminazione
Da un lato, l’eliminazione o riduzione drastica dei residui di fitosanitari nei prodotti coltivati è un vantaggio per la salute dei consumatori. Ad esempio, uno studio del 2023 segnala che i prodotti da agricoltura biologica mostrano livelli inferiori di nitrati e residui, e un profilo nutrizionale migliorato. ScienceDirect
Dall’altro, è stato documentato che i suoli biologici immagazzinano più carbonio e sono meno soggetti a perdite di sostanze nutritive per lisciviazione.
5. Ruolo nella mitigazione climatica
Attraverso l’accumulo di carbonio organico nel suolo l’agricoltura biologica e le pratiche rigenerative contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici, oltre a migliorare la funzione del suolo come serbatoio vivente. ScienceDirect
6. Qualche nota critica: produttività e transizione
Va detto che alcune rassegne segnalano che, nella fase di transizione verso biologico, si possa registrare un “gap” produttivo rispetto ai sistemi convenzionali e che occorre tempo per ottenere tutti i benefici. Una review del 2022 afferma che “la letteratura è concorde che l’agricoltura biologica migliora la qualità del suolo, grazie all’applicazione di letame o del compost, ma resta variabile l’effetto su resa e redditività”. Taylor & Francis Online
5. Quali pratiche concrete adottare nel suolo biologico
Apporto regolare di sostanza organica
L’uso di letame di mucca o di cavallo è una pratica storica e valida. A ciò si possono affiancare compost, ammendanti organici certificati, residuo vegetale, sovescio. L’obiettivo è incrementare nel tempo la sostanza organica del suolo (chiamata anche humus) che funge da vita del terreno. In un terreno ricco di humus si torveranno poi anche molti lombrichi.
L’humus favorisce la capacità di trattenere acqua, di scambiare ioni nutrienti, di sostenere la fauna del suolo (lombrichi, microrganismi) e di stabilizzare la struttura. Wikipedia+1
Gestione meccanica delle infestanti
Zappature leggere o rimozione delle erbacce con strumenti meccanici, i sovesci, la pacciamatura sono tutti strumenti che riducono la pressione delle infestanti e contemporaneamente proteggono il suolo dalla erosione e dall’evaporazione. Questo approccio richiede molta pazienza e più cura.
Rotazioni, coperture verdi, lavorazioni leggere
Alternare le colture, inserire leguminose che fissano azoto, coprire i terreni a riposo sono pratiche che attivano la fertilità biologica. Le lavorazioni del suolo vanno ridotte al minimo, quindi si cerca di evitare l’aratura quando si può, per preservare la struttura e la vita microbiologica. MDPI+1
Patienza e visione a lungo termine
Il miglioramento del suolo non è immediato. Servono anni per vederne i segnali più evidenti, cioè un aumento della sostanza organica, miglior ritenzione idrica, minor erosione, maggiore vitalità delle piante.
Bisogna fare attenzione soprattutto durante la fase di transizione dove si possono osservare dei rallentamenti delle rese delle piante ma il guadagno in termini di resilienza, salute del suolo e qualità del prodotto sarà tangibile successivamente.
Bibliografia
- “Impact of organic farming on soil health and nutritional attributes of food products” – Rani M. et al., 2023. ScienceDirect
- “Organic Farming: Long-Term Influence on Soil Health and Produce Quality” – Kumar S., Ansari M.A., Choudhary J., Ravisankar N., Singh R., Mehta P., ICAR-Indian Institute, 2024. ResearchGate
- “A review of the influences of organic farming on soil quality” – Aulakh C.S., 2022. Taylor & Francis Online
- “Does organic farming affect soil quality?” – consensus.app, posizione di consenso scientifico. consensus.app
- “Organic farming benefits for agricultural soils” – IFOAM Organics Europe (leaflet/policy), 2023. IFOAM Organics Europe
- “Sustainable Practices for Enhancing Soil Health and Crop Quality in Modern Agriculture: A Review” – Ţopa D-C., Căpşună S. et al., 2025. MDPI
- “Review: Regenerative organic agriculture and soil health” – Colombi G. et al., 2025.
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